Il trattamento artroscopico delle fratture del piatto tibiale da separazione - affossamento
F. Pellacci - R. Marigo - M. Draghetti
Clinica Villa Erbosa - BOLOGNA
GC. Tripodi Ospedale "A. Pugliese" - CATANZARO
Sebbene rappresentino solo l'1% di tutte le fratture, quelle dei piatti tibiali comprendono un'ampia gamma di danni capaci di causare gravi conseguenze se non trattate adeguatamente.Hohl 1992
Sono di solito il risultato di forze in varo-valgo associate a carichi assiali. Gill 2001
C'è ancora dibattito sui metodi di trattamento in quanto sia la chirurgia che i metodi non chirurgici hanno dato numerosi risultati soddisfacenti. Blokker 1984, Decoster 1988, Gossling 1979, Hohl 1967, Koval 1992, Lansinger 1986, Mallik 1993
La chiave di successo sta in gran parte:
- nella qualità della riduzione
- nella stabilità dei legamenti
- nella conservazione del tessuto molle circostante
- nella buona visualizzazione della superficie articolare
- Inoltre una dissezione minima può aiutare a raggiungere l'obiettivo desiderato
Lansinger 1986, Jensen 1990, Kendall 1992, Itokazu 1993, Scheelinck 1998, Muezzinoglu 1995, Lachiewicz 1990.
Alcuni AA. si sono cimentati nella riduzione artroscopica anche dei tipi 5-6. Hung, 2003
Generalmente le indicazioni per un intervento di fissazione sono :
Instabilità in varo del piatto tibiale mediale verificato in piena estensione
Fratture del piatto laterale con instabilità vara o valga superiore ai 10° ed un dislivello articolare maggiore di 3 mm o una apertura condilare maggiore di 5 mm. Honkonen 1995
Anche usando la fissazione esterna per aumentare la stabilità, la tecnica artroscopica raggiunge un punteggio meno alto nelle fratture bicondiliche a causa del mal allineamento molto frequente Mazoue 1999, Scheerlinck 1998
Oltre alla valutazione pre-operatoria RdXgrafica, comprendente proiezioni antero posteriori e TAC, particolare attenzione deve essere rivolta :
- all'esame dei tessuti molli circostanti
- alla funzione sensitivo-motoria dell'arto
- allo stato vascolare (ecodoppler necessario)
Nei casi complessi è necessario ritardare l'esecuzione dell'intervento ed applicare una trazione transcalcaneare fino alla scomparsa della tumefazione all'arto. Hung S. et coll. J. Trauma. 2003; 54: 356-363
E' raccomandato procrastinare il trattamento artroscopico entro 24 - 36 hs dal trauma.
Castelyn 2001
Ciò riduce il sanguinamento intraarticolare, che impedisce la visualizzazione. Nelle fratture bicondiliche, può esserci lo stravaso di fluido artroscopico che può essere responsabile delle sindromi compartimentali. Ciò deve essere
E' difficile valutare con precisione attraverso le radiografie la quantità di osso spongioso distrutto e il grado di scomposizione in depressione e scivolamento - depressione della frattura.
Perciò è raccomandata l'esecuzione della TAC con ricostruzione bi e tridimensionale per visualizzare l'orientamento del piano di frattura.
Dato che il rigonfiamento dei tessuti molli, l'effusione articolare e il dolore che limiteranno la diagnosi clinica delle lesioni intra-articolari meniscali e ligamentose associate, sarà d'aiuto l'esecuzione di una RMN.
Prima dell'intervento, in narcosi viene eseguita una valutazione completa del ginocchio. Laccio pneumatico : necessario.
Leg-holder (no nelle fratture laterali: posizione "a quattro"). Pompa pericolosa.
L'uso di una pompa artroscopica potenzia il lavaggio dell'articolazione, ma bisogna fare attenzione a non superare una pressione intra-articolare di 50 mm Hg. Alcuni AA. ( Caspari 1985, Cassard 1999, Gaunche 1993, Jennings 1985 ) preferiscono non usare la pompa per evitare il rischio di una sindrome compartimentale
Anche con sanguinamento è possibile esaminare completamente l'articolazione.
L'artroscopio deve essere lasciato alcuni secondi nella stessa posizione per far si che il sangue defluisca e si possa visualizzare un'area articolare limitata.
Lo stesso procedimento verràripetuto successivamente (Castelyn 2001).
1° tempo:
- Svuotamento dell'ematoma
- Rimozione dei corpi mobili
- Valutazione delle strutture capsulo-ligamentose
- Valutazione delle lesioni intra-articolari associate.
Osteosintesi
viti cannulate
da spongiosa - a verme corto
Nell'osso osteoporotico è necessaria una rondella
Alcuni AA. hanno abbandonato l'uso di viti cannulate di tipo Herbert poichè la compressione interframmentaria e il guadagno corticale erano insufficienti (Scheerlinck 2001).
Il gruppo AO ha promosso l'uso di una vite antiscivolamento, ma gli studi biomeccanici di questa vite non hanno dato risultati soddisfacenti. (Parker 1999)
Le viti debbono essere posizionate prima del borraggio.
Borraggio
Alcuni AA. preferiscono utilizzare trapianti autologhi dalla cresta iliaca da soli o associati a trapianti che a nostro avviso trovano indicazione nelle fratture più complesse (tipo 4 > 6). (Hung 2003)
In pazienti più anziani deve essere presa in considerazione l'iniezione di PMMA (cemento) (Castelyn 2001).
Il trattamento delle fratture da scivolamento-depressione per via percutanea è molto difficile.
Dovrebbe essere trattata prima come frattura da depressione e secondariamente come frattura da separazione.
Casteleyn (2001) propone la sequenza proceduale
- retrazione laterale del frammento separato con un uncino.
- riduzione del frammento infossato
- riduzione del frammento da separazione
- valutazione artroscopica della riduzione della superficie articolare
- fissazione temporanea dei frammenti della superficie articolare
Errori
Lesioni associate
| les. ligamentose | les men. | ||
|---|---|---|---|
| Tscherne | 1993 | 33% | 21% (lat) |
| Honkonen | 1995 | 11% | 50 % (> lat) |
| Hung | 2003 | 35% | 22% (> lat) |
| Handelberg | 2003 | 46% | 30% (> lat) |
Lesioni ligamentose associate
L'artroscopia permette la diagnosi delle lesioni dei legamenti collaterali in meno del 15% dei casi. Tuttavia, attraverso Rx sotto carico, l'incidenza aumenta al 20% (Bennet 1994, Delamarter 1990). Alcuni AA. raccomandano il trattamento chirurgico, altri preferiscono un approccio conservativo, specialmente a riguardo del LCM (Scheerlinck 1998, Buchko 1996, Bennet 1994, Vangsness 1994) .
Alcuni AA. suggerirono la ricostruzione delle lesioni ligamentose per migliorare la stabilità Honkonen 1994, 1995, Delamarter 1990 .
La ricostruzione del LCA al momento della riparazione della frattura non è consigliabile poichè può essere causa di ulteriore danno ai tessuti molli in un ginocchio che è già stato severamente danneggiato.
per quattro - sei settimane
Carico assistito con tutore articolato: dalla VIII settimana
Graduale ripresa delle normali attività: dalla XII settimana
Nelle fratture da affossamento procrastinare il carico fino anche alla 16 settimana
La CPM può essere di beneficio per la restituzione dell'omeostasi articolare e per il rimodellamento dei piccoli frammenti articolari nella fratture in infossamento-separazione.
Tuttavia il ritardare la mobilizzazione iniziale di alcuni giorni non ha effetti sul ROM finale. La rigidità tende a svilupparsi se la mobilizzazioneè ritardata per 2 o più settimane post-operatorie e sarà significativa se prolungata per 6 settimane. (Gausewitz 1986).
Arthroscopic procedures
June 1996 - November 2004
75 cases
Scheda di valutazione HOHL
Soggettiva
| Dolore | da 0 a 20 |
| Livello di attività: | da 0 a 5 |
| Valutazione del paziente: | da 0 a 5 |
Funzionale
| Flessione: | da 0 a 30 |
| Estensione: | da 0 a 10 |
| Crepitio: | da 1 a 5 |
Anatomica
| Instabilità: | da 0 a 10 |
| Deformità angolare:: | da 0 a 10 |
| Artrosi: | da 0 a 10 |
Totale: 100 punti
Risultati fratture separazione - affossamento
| N° | F-up | % e-b | ||
|---|---|---|---|---|
| Itokazu | 1993 | 13 | 2,4 a. | 100% |
| Holzach | 1994 | 15 | 2,9 a. | 93,3% |
| Cassard | 1999 | 19 | 2,7 a. | 94,1% |
| Gill | 2001 | 25 | 2,0 a. | 92,0% |
Uno studio multicentrico organizzato dalla S.F.A. che comprendeva 112 casi di fratture unicondiliche di piatto tibiale evidenziò come le fratture puramente da separazione o puramente da infossamento ebbero una prognosi clinica e radiologica leggermente migliore rispetto alle fratture da separazione - infossamento o dalle fratture del piatto mediale.(Beaufils, 2000)
Cosi come in ogni altra frattura intra-articolare, le fratture di piatto tibiale sono sempre state una sfida per l'ortopedico a causa della loro vasta gamma di traumatismo ed a causa dei danni ai tessuti molli che aumentano la loro complessità.
Tscherne e Lobenhoffer (1993) puntualizzarono che lo scopo principale del trattamento:
- ricostruire la superficie articolare
- ottenere una sintesi stabile
- movimento precoce
- riparare tutte le lesioni concomitanti
Molti altri studi raccomandano che la congruenza articolare e la stabilità articolare debbano rappresentare la principale attenzione nel trattamento. (Buchko 1996, Bernfeld 1996).
La riduzione a cielo aperto porta a tremendi rischi di complicanze specialmente a carico della guarigione della ferita dopo dissezione tradizionale. Horwitz 1999, Young 1994
Complicazioni
La sindrome compartimentale e le lesioni neurovascolari sono i due eventi sfavorevoli maggiori (11% dopo trattamento chirurgico aperto - Tscherne 1993).
Solo due casi necessitanti fasciotomia sono stati riportati in letteratura in pz operati in artroscopia. (Kiefer 2001, Vangsness 1994).
Questa complicanza può essere evitata usando una pressione di pompa inferiore a 50 mmHg e limitando l'indicazione alle fratture che presentino un ragionevole grado di complessità in relazione alla capacità artroscopica e all'esperienza del chirurgo (Scheerlinck 1998).
Sono riportati in letteratura
5 casi di TVP (Scheerlinck 1998, Bobic 1993) e 1 caso di TEP (Fowble 1993) su più di 380 tratttamenti artroscopici di fratture di piatto tibiale.
Questa percentuale è raffrontabile all'incidenza riportata in letteratura dopo artroscopia elettiva (0,17% - 4.2%) ma notevolmente inferiore alla percentuale di TVP diagnosticata radiologicamente dopo chirurgia aperta del ginocchio ( 25%-75%) (Williams 1995, Stringer 1989).
Complicazioni della ferita e infezioni
Bassa è l'incidenza di infezioni.
Nella letteratura esistente, sono riportati
2 casi di artrite settica (Cassard 1999, Bobic 1993)
1 caso di infezione dei fili (Jennings 1985)
1 caso di infezione superficiale (Caspari 1985).
Vantaggi
minimo accesso chirurgico
valutazione lesioni articolari
riabilitazione e recupero rapidi
economico