Tecnica artroscopica del ginocchio.
F. Pellacci - Bologna
La tecnica artroscopica permette di creare una cavità reale da una cavità virtuale come può essere un'articolazione.
- E'necessario dilatare l'articolazione.
- E'necessario trasferire le immagini all'esterno.
- E'necessario avere una via strumentale chirurgica.
- Preparazione del paziente
- Anestesia
- Preparazione del tavolo servitore
- Preparazione del campo operatorio
- Assistenza durante i vari interventi
- Medicazione finale
1 - Preparazione del paziente
Tutto l'arto deve essere depilato possibilmente con una crema depilatoria. Deve essere valutata la necessità di praticare una terapia antibiotica
Ed una profilassi TVP.
Il paziente deve sempre firmare il ginocchio da operare prima di entrare in sala operatoria. Può sembrare una cosa di poco conto, ma spesso è accaduto e ritengo accadrà ancora che si sbagli il ginocchio da operare; questa semplice metodica che deve diventare una regola, ci metterà al sicuro da errori di questo tipo. (Fig.1 )
Fig. 1: bisogna sempre far firmare al paziente l'arto da operare.
2 - Anestesia.
Normalmente il tipo di anestesia viene deciso insieme dal chirurgo e dall'anestesista e questo perché magari il chirurgo conosce meglio il paziente. I tipi di anestesia sono generalmente:
- Generale
- Spinale, epidurale
- Tronculare
- Locale
Riguardo all'anestesia loco regionale occore selezionare accuratamente i pazienti poiché non tutti sono adatti a questo tipo di anestesia.
3 - Preparazione del tavolo servitore
Per eseguire un'artroscopia abbiamo bisogno di 3 sistemi:
- a) Sistema Idraulico
- b)Sistema ottico
- c)Strumentario chirurgico
a) Sistema Idraulico.
Permette la dilatazione dell'articolazione mediante soluzione fisiologica. La dilatazione può essere ottenuta:
- a caduta: ponendo una sacca a circa 2 metri di altezza (fig.2)
- con pompa : cioè attraverso un sistema a circuito chiuso regolato da un sistema di controllo della pressione. (fig.3)
Alcuni chirurghi preferiscono utilizzare una cannula come "in" (cioè distendere l'articolazione collegando la cannula alla pompa od alla sacca), altri invece preferiscono utilizzare la cannula come "out" e distendere l'artricolazione attraverso la camicia. (Fig. 4)
Fig. 2: distensione a caduta.
Fig. 3: i cavi per la distensione con pompa
Fig. 4: la cannula nello sfondato
b) Sistema ottico
L'ottica è uno strumento fondamentale. Occorre sempre, prima dell'intervento, controllare che la visione sia ottimale e che non vi siano zone danneggiate che potrebbero creare delle difficoltà. Generalmente vie ne utilizzata quella da 4 mm a 30°. (Fig. 5) Quella a 70° è utilizzata nell'esplorazione dei compartimenti posteriori.
Altre componenenti essenziali sono
la fonte di luce
il cavo di conduzione della luce (Fig.6)
la telecamera a vari CCD che viene agganciata all'ottica permette di trasferire l'immagine al monitor. (Fig.7,8)
Fig. 5: le ottiche
Fig. 6: il cavo a fibre ottiche
Fig. 7: la telecamera già agganciata all'ottica.
Fig.8: il monitor
d) Strumentario chirurgico
Vari sono gli strumenti da mettere sul tavolino servitore:
- la camicia con il trocar (solo lo smusso che evita danni alla cartilagine articolare)
- ago da spinale soprattutto quando il chirurgo è alle prime artroscopie e deve essere sicuro di fare una via di accesso corretta. (Fig.9)
- golden retriever (permette di asportare, dato che è una calamita, gli eventuali frammenti metallici in caso di rottura di uno strumento) (Fig.10)
- il palpatore che rappresenta il prolungamento della mano del chirurgo (Fig.11,12)
- la pinza da presa (meglio se è molto robusta)
- le basket rette, curve, retrograde (di varie misure)
- bisturi elettrico artroscopico
- forbici a varie angolazione
- shaver: al manipolo vengono collegate lame e frese di varie forme, misure e angolazioni.
- radiofrequenze
Fig.9: l'ago da spinale usato come repere
Fig. 10: il golden retriever per asporta eventuali frammenti metallici
Fig. 11,12: il palpatore è di fondamentale importanza e deve essere utilizzato in continuazione dal chirurgo. Nelle diapositive si vede come una lesione longitudinale viene bene evidenziata dalla palpazione.
Fig. 13,14: un altro strumento di fondamentale importanza è la pinza da presa che deve essere molto robusta. Nella diapositiva si vede chiaramente lo sforzo che viene fatto per asportare un manico di secchia.
Naturalmente non tutti gli strumenti chirurgici citati sono necessari, dipenderà molto dal tipo di intervento che dovrà essere eseguito e dall'esperienza del chirurgo; aumentando l'esperienza si vedrà diminuire il numero dei ferri chirurgici in modo consistente. Tuttavia è sempre necessario posizionare i ferri chirurgici sul tavolino con un certo ordine mentale in modo tale da trovarli con facilità. (Fig. 15)
Fig. 15: è sempre necessario che gli strumenti chirurgici siano posizionati secondo un ordine mentale sul tavolino servitore.
4. Preparazione del campo operatorio
E'indispensabile posizionare un reggi ginocchio che permetta di stressare i compartimenti femoro tibiali in modo tale da "aprire" le emirime. (Fig.16) Il pneumoischemico è raramente necessario soprattutto se si utilizza il sistema di distensione a pompa. La posizione da me preferita è quella a 90°
Occorre disinfettare tutto l'arto e fare uso di teli idrorepellenti monouso
Fig. 16: altro elemento di fondamentale importanza è il regginocchio.
5. Assistenza durante i vari interventi.
In rapporto al tipo di intervento che dovrà essere eseguito si dovranno mettere sul tavolino servitore gli strumenti chirurgici specifici.
6. Medicazione finale.
Alla fine dell'intervento dovrà essere eseguito un abbondante lavaggio che permette di rimuovere tutti i frammenti (meniscali o cartilaginei) che si sono prodotti. I portali vengono chiusi con steristrip, un punto di sutura viene dato solo in caso di sanguinamento.